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| Salsomaggiore, 21/05/2009 |
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| Lettera di Massimo Tedeschi agli europarlamentari in vista delle prossime elezioni europee |
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In occasione della Giornata dell'Europa il Presidente dell'Associazione Europea delle Vie Francigene, On. Massimo Tedeschi, ha scritto una missiva ai candidati eurodeputati al Parlamento Europeo per sensibilizzarli e stimolarli intorno al tema della Via Francigena e degli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa come fattore di coesione politica in grado di favorire il dialogo interculturale tra i popoli, promuovendo i valori di integrazione, condivisione e tolleranza. L'auspicio è che il Programma della Via Francigena e degli Itinerari Culturali, il cui interesse crescente sta sensibilizzando migliaia di pellegrini, tutisti, studiosi, visitatori e studenti approdi presto nelle aule del Parlamento Europeo.
"Dal 2001, anno della sua fondazione, l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) svolge un’azione politica nei confronti degli interlocutori istituzionali interessati al progetto di valorizzazione del millenario itinerario di Sigeric che, in duemila chilometri, dalla città inglese di Canterbury giunge a Roma attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia. AEVF raccoglie e coordina le collettività territoriali dell’itinerario, fungendo da interfaccia tra i diversi livelli istituzionali – locale, regionale, nazionale, europeo – annoverando tra le sue fila oltre cento Comuni, Province, Comunità Montane e Regioni e oltre trenta associazioni culturali ed escursionistiche (“Amici della Via Francigena”).
Il tracciato trova fondamento storico nel manoscritto di Sigeric, vescovo di Canterbury (990 d.C.), ed è stato riconosciuto “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” (1994) e, successivamente, “Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” (2004), al pari del Cammino di Santiago de Compostela. Tale tracciato costituisce il solco lungo il quale l’Associazione Europea delle Vie Francigene ha definito il proprio ambito territoriale, con l’obiettivo di mettere a sistema esperienze e culture locali e creare reti turistiche efficaci. Nel 2007 inoltre AEVF ha ottenuto l’”abilitazione a rete portante” (réseau porteur), a norma della Risoluzione 2007/12 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ed è stata pertanto elevata a modello di riferimento europeo per lo sviluppo e la salvaguardia delle Vie Francigene.
AEVF intrattiene solide relazioni in ambito europeo. E’ referente istituzionale dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo (IEIC); è socio fondatore insieme con IEIC, la Fondazione spagnola Al-Andalus, l'Associazione internazionale “La Rotta dei Fenici” e il Centro Culturale Europeo Saint Martin de Tours del GEIE (Gruppo Europeo di Interesse Economico) “Culture Routes Europe”, è membro del GEIE “Cammini d’Europa” per lo sviluppo dell’omonimo progetto di cooperazione transnazionale.
A livello nazionale italiano, l’Associazione Europea delle Vie Francigene è membro della Consulta nazionale degli Itinerari Storici Culturali Religiosi, istituita con D.P.C.M. del 27 settembre 2007, di cui lo scrivente è Vicepresidente, e del Comitato Scientifico, presieduto dal prof. Antonio Paolucci.
Secondo rilevante risultato è l’Accordo di Valorizzazione della Via Francigena, siglato a Roma il 18 dicembre 2008 tra Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore del MiBAC e AEVF. Il protocollo scaturisce da un’attenta concertazione istituzionale con la Direzione Generale guidata da Maurizio Fallace e corona l’intenso lavoro compiuto in questi anni da AEVF, aprendo nuove prospettive di sviluppo delle attività associative, con particolare riferimento alla fruibilità del percorso, all’accoglienza, alla comunicazione.
Il quadro della collaborazione interistituzionale si completa con l’Accordo con la Regione Toscana – capofila del Progetto Interregionale “Via Francigena” a norma della legge n. 135/01, legge quadro sul turismo – che ha l’obiettivo, implementando il capitale informativo di www.viafrancigena.eu, di creare il portale unico delle Vie Francigene, punto di raccordo fra tutti gli attori istituzionali e gli appassionati.
Il Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa venne lanciato a Strasburgo 22 anni fa, il 23 ottobre 1987. Nacque allora un concetto nuovo: rendere visibile l’Europa, Unione Europea e non solo, attraverso i suoi cittadini, creando legami con reti immateriali quali gli itinerari storici, culturali e turistici e non solo attraverso meccanismi istituzionali troppo spesso percepiti distinti e distanti dai cittadini europei. Ci si è proposti, in poche parole, di costruire ponti che scavalchino le frontiere nazionali, riscoprendo legami culturali secolari. Per questo venne scelto il nome di “Itinerari Culturali Europei”. Primo itinerario scelto fu il “Cammino di Santiago di Compostela”. La Via Francigena rappresenta l'altro grande itinerario culturale e di pellegrinaggio europeo che affonda le sue radici nella storia dell'Europa.
In 22 anni gli “Itinerari”, oggi sono 24 quelli formalmente riconosciuti, si sono diffusi in tutta Europa e sono divenuti vettore qualificato di un turismo culturale e sostenibile praticato da centinaia di migliaia di Europei, e non solo, curiosi di scoprire l’immensa ricchezza del Vecchio Continente.
Un turismo sostenibile che promuove dialogo interculturale e interreligioso attraverso la conoscenza della storia europea e presenta importanti ricadute sui territori attraversati da un punto di vista turistico, culturale e sociale. Il Cammino di Santiago in Spagna, ad esempio, muove un indotto economico annuo del valore di 45 milioni di euro.
Il progetto di comunicazione di AEVF poggia sul portale, in via di implementazione, www.viafrancigena.eu, e sulla rivista semestrale “Via Francigena” www.rivistaviafrancigena.it, edita in inglese e in italiano, il cui prossimo numero sarà presentato il 18 dicembre a Bruxelles presso la sede del Parlamento Europeo in collaborazione con l’Istituto Europeo per gli Itinerari Culturali di Lussemburgo.
Credo che se nostra meta debba essere un’Europa davvero più integrata ed unita anche sul piano politico, diviene necessario che i governi nazionali e le istituzioni comunitarie creino un collegamento più stretto tra le politiche culturali degli Stati membri e la politica culturale del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea e che, attraverso il coinvolgimento del Comitato delle Regioni, del Comitato Economico e Sociale Europeo, il progetto della Via Francigena e dello sviluppo della rete degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa approdi nelle aule del Parlamento Europeo attraverso l’approvazione di una specifica Risoluzione e possa così diventare Programma della Commissione Europea.
L’auspicio è che intorno al progetto della Via Francigena, anzi delle Vie Francigene, possa costituirsi un network di cooperazione transnazionale, attraverso una attività di lobbyng politica internazionale sostenuta in particolare dagli eurodeputati italiani.
L’Associazione Europea delle Vie Francigene insieme con l’Istituto Europeo per gli Itinerari Culturali di Lussemburgo, il Ministero per i Beni Culturali italiano, la Regione Toscana e le altre Regioni interessate, forte della sua pluriennale esperienza sul campo, può essere forza motrice dell’importante progetto, progetto che offre forti e innovativi spunti per il rilancio del turismo, in Italia e in Europa, e per una maggiore consapevolezza del disegno europeo nella sua accezione più ampia ed autentica.
AEVF è pertanto disponibile ad accogliere le vostre considerazioni in merito al progetto delle Vie Francigene, con l’auspicio che il nuovo Parlamento Europeo possa interessarsi a questo affascinante tema concretizzando obiettivi di comune interesse.
On. Massimo Tedeschi
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