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Salsomaggiore, 11/08/2009
La questione delle Terme
1- Signor Sindaco la questione delle Terme rimane un fatto centrale nell'economia della città, un punto di riferimento dal quale non si può prescindere, determinante per i suoi 400 dipendenti e per l'indotto da esse sollecitato. Ci può brevemente illustrare gli interventi che la sua Amministrazione ha compiuto in questi 3 anni relativamente alla questione termale e quale era la situazione, a livello economico e gestionale, ereditata dal passato?

La questione delle Terme è e resta la questione centrale della nostra città per ciò che rappresentano nella sua storia e nella sua cultura, per il loro valore economico e per il lavoro che (secondo i dati di bilancio consuntivo 2008) danno a 360 persone, 270 con contratto a tempo indeterminato e 90 stagionali, e a tanti fornitori. Comune al 66% insieme con Provincia e Regione al 17% ciascuno sono i tre soci detentori del 100% del capitale sociale di “Terme di Salsomaggiore e di Tabiano” S.p.A. I tre soci nominarono gli organismi dirigenti delle due Terme, di Salsomaggiore e di Tabiano allora ancora divise, nel maggio 2007, allo scadere del mandato triennale dei consigli di amministrazione nominati nell’ottobre 2004 (all’epoca della giunta Franchi). Cosa è stato fatto nel biennio 2007/2009 da parte dei nuovi Consigli di amministrazione e della nuova Direzione generale? Le azioni più importanti, in sintesi, sono state: a. dismissione di rami aziendali non essenziali (lavanderia della Bertanella e partecipazione a Salsoservizi); b. fusione delle due Terme; c. ristrutturazione dell’albergo Valentini (investimento di 4,5 milioni di euro); d. nuove piscine “Mari d’Oriente” del centro benessere Berzieri (investimento di 2 milioni di euro); e. potenziamento delle strutture aziendali del personale, marketing, alberghi e prodotti termali (con introduzione di nuove figure professionali in servizio peraltro solo da pochi mesi).


2-Oggi siamo in presenza di una situazione piuttosto discussa. Le forze politiche d'opposizione attaccano a testa bassa l'attuale gestione (si pensi ai recenti manifesti appesi in città dall'Udc) e anche all'interno della maggioranza si è aperta una discussione che via via ha coinvolto anche altri livelli istituzionali, nello specifico la Provincia e la Regione, entrambi azionisti della società termale. Cosa ha da dire in merito a questa situazione e quali interventi ha in mente (penso ad esempio al discorso della dirigenza) per i prossimi mesi?

Il 30 giugno ed il 30 luglio scorsi si sono svolte due importanti assemblee sociali a cui hanno partecipato insieme con me il sottosegretario alla Presidenza della Regione Bertelli, in rappresentanza del presidente Errani, e l’assessore provinciale Castellani in rappresentanza del presidente Bernazzoli. I tre soci sono uniti e compatti nella valutazione della situazione e nelle proposte delle azioni da compiere. Quale la situazione e quali le azioni. A. conclusione della procedura di leasing dell’albergo Valentini (dell’importo di 12 milioni di euro) con un pool di banche del territorio capeggiate da Cariparma, da sempre vicine alle esigenze di Salsomaggiore e delle Terme; l’acquisizione di tali risorse consentirà di formulare un piano di pagamento dei fornitori termali; b. i dati gestionali dell’anno 2008 e del primo semestre 2009, raffrontati con i corrispondenti periodi dell’anno precedente, pur in considerazione della grave recessione economica in atto ed anche di alcuni segnali di diminuzione dei costi di produzione, richiedono tuttavia maggiore impegno per diminuire la divaricazione della forbice costi/ricavi aziendali; c. la trattativa sindacale in corso, che non prevede utilizzo di ammortizzatori sociali, cioè nessuno è stato lasciato a casa, e questo va sottolineato, si concluda positivamente; d. ricerca di partnership strategica, finanziaria e industriale, che consenta di effettuare la mole di investimenti indispensabile per il rilancio aziendale.
Il problema di fondo non è la dirigenza, che non voglio certo assolvere a priori ma che va valutata nel merito dei risultati (e così sarà), ma il percorso che porta ad una partnership strategica adeguata alla nostra realtà termale. Si presenta oggi una opportunità che non possiamo mancare.

3- Alcuni a Salsomaggiore iniziano a ventilare l'ipotesi che una gestione di questo tipo, totalmente pubblica, in mano alle istituzione locali, sia in ogni caso destinata all'insuccesso. E' da diverso tempo che si sta parlando della possibilità di una privatizzazione della società, magari da fare in stadi successivi, perchè anche capitale esterno, di singoli imprenditori o di altre società, entri e si sovrapponga a quello pubblico. Che opinione ha su questa proposta e quali sarebbero gli strumenti concreti per attuarla? Prima di chiudere le provo a fare un esempio in merito: potrebbe essere una ipotesi credibile quella di coinvolgere i cittadini stessi, siccome si tratta di una questione centrale per la città (penso ad esempio allo strumento del referendum locale), per decidere sulla questione e per trovare quindi una soluzione che sia il più possibile condivisa?

La situazione dell’industria termale italiana, soprattutto in città dove funzionano grandi stabilimenti come da noi, risente dell’andamento generale molto negativo dell’economia. Esperti del settore ci dicono tuttavia che, anche in periodi come questo, non mancano gruppi imprenditoriali italiani ed europei che hanno interesse ad investire. Si tratta quindi di avviare l’interlocuzione facendo presente la nostra realtà territoriale e le sue esigenze, a cominciare da quelle occupazionali ma non solo, e la voglia di rilancio che l’intera città ha.




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