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| Salsomaggiore Terme, 06/01/2010 |
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| Luci ed ombre del termalismo 2009 |
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Risoluzione del Parlamento Europeo, Ministeri nazionali, Legge 323, ANCOT, Federterme, Università, investimenti privati: il Sindaco Tedeschi analizza la situazione termale, in Italia ed in Europa, e guarda al futuro
Salsomaggiore - Il Sindaco Massimo Tedeschi interviene in merito alla situazione termale del 2009 che, sia a livello europeo sia a livello nazionale, ha delineato importanti prospettive. "I fattori critici certamente permangono, come ha rilevato anche il presidente Jannotti Pecci nel corso dell’assemblea annuale di Federterme, ma vanno segnalati anche gli elementi positivi, a livello nazionale ed europeo, di rilancio del valore delle terme sia sotto l’aspetto medico-scientifico che turistico ed economico che pure ci sono e che ci consentono di guardare al 2010 con maggiore ottimismo.
Dall’Europa, attraverso una specifica Risoluzione del Parlamento Europeo, sta venendo una forte spinta per accrescere libertà di movimento dei pazienti e sostenere la responsabilità decisionale dei Paesi membri in materia. A questo si aggiunge una politica di promozione turistica legata con maggiore consapevolezza alle cure termali.
Assistiamo ad un’azione concorde delle aziende termali italiane, attraverso Federterme, dei Ministeri per la Salute ed il Turismo, delle Regioni e di ENIT per far sì che il termalismo non sia considerato parte residuale dell’attività sanitaria o turistica ma attività di salute e benessere a pieno titolo, con un proprio specifico ruolo ed una propria specifica autonomia. ANCOT, l’associazione nazionale dei comuni termali, cui la nostra Amministrazione partecipa con convinzione, si conferma riferimento sul piano politico, della ricerca, del confronto, dell’orientamento delle proposte e del coordinamento in materia di politiche termali molto utile.
Quali gli interventi più urgenti a livello regionale e nazionale?
Innanzitutto piena attuazione della legge di riordino del settore, la n. 323/2000, rimasta finora in larga parte inattuata nonostante siano ormai trascorsi dieci anni. Penso poi al profilo dell’operatore termale cui il sistema regionale dovrà fornire percorsi di formazione per nuove professionalità al passo con le innovazioni dell’offerta termale. Anche il sistema universitario può contribuire enormemente con l’avvio delle scuole di specializzazione di idrologia termale previste dalla legge.
E poi incentivi e sgravi fiscali per favorire investimenti che permettano l’ammodernamento degli stabilimenti. Ciò è particolarmente sentito nelle terme-città come Salsomaggiore, Chianciano, Acqui, Viterbo, Montecatini, Fiuggi, Castellammare di Stabia in cui un filo doppio lega imprese termali e territorio. La proposta di legge del deputato senese Ceccuzzi, sottoscritta anche da Carmen Motta, presentata nel giugno scorso, relativa alla “Istituzione delle zone franche termali e altre disposizioni per la ripresa economica e la diversificazione produttiva dei territori nei quali sono situati stabilimenti termali già gestiti dal soppresso Ente autonomo di gestione per le aziende termali” va presa in seria considerazione poiché si propone di sostenere la riorganizzazione delle economie termali con una forte impronta imprenditoriale sostenendole con un adeguato sistema incentivante per un tempo di avvio prestabilito.
La proposta di Italia Turismo e di Invitalia, società costituite dal Ministero dello Sviluppo Economico con la partecipazione di gruppi privati, di un consistente e qualificato investimento termale, in accordo con Federterme, in cinque importanti città (Salsomaggiore, Montecatini, Viterbo, Castellammare, Sciacca), va vista anch’essa come segnale di interessamento molto importante del Governo verso i comprensori termali in fase di trasformazione.
Per concludere - ha detto Tedeschi -, fra gli elementi positivi di questi ultimi mesi non va certamente dimenticato l’ Accordo Nazionale per l’erogazione delle prestazioni termali per il biennio 2008-2009 della scorsa estate tra Governo, Regioni e Federterme che assicura al settore termale (370 aziende di 20 Regioni e Province Autonome e 170 Comuni, con 16.000 addetti diretti e 60.000 indiretti) un quadro di riferimento certo sul piano finanziario e sul piano normativo e contiene clausole identificative aggiornate sulle patologie tutelate e le prestazioni erogabili in attuazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), sulle risorse destinate dalle imprese termali all’attività della Fondazione per la ricerca scientifica termale, sulla definizione della figura dell’operatore termale, sulla regolamentazione relativa ai requisiti igienico-sanitari specifici delle piscine termali, sulla revisione dei codici per la raccolta dati e semplificazioni.”
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